Presse-Echo zur Ausstellung «I Have Longed to Move Away»
Die monografische Ausstellung von Lawrence Carroll (noch bis 15. Oktober geöffnet) fand bemerkenswerte Resonanz in den Medien, wobei viele der zahlreichen Interviews und Artikel in der italienischen Presse veröffentlicht wurden.

«La pittura di Carroll è viva, attuale, e le sue stratificazioni generano un senso di sospensione, di riflessione e mistero, di progressivo svelamento anche nella dimensione del sacro», scrive il critico d’arte Dalmazio Ambrosioni sul Giornale del Popolo. Sullo stesso quotidiano ticinese è apparsa anche una lunga intervista a Lawrence Carroll, nella quale l’artista rievoca il suo rapporto con la poesia, i materiali utilizzati, la Svizzera e, appunto, la dimensione del sacro (vedi allegato nella colonna destra).
L’intera pagina dedicata dal Giornale del Popolo all’opera di Carroll non è che una delle tante apparse in queste settimane. La mostra (in programma fino al prossimo 15 ottobre) sta godendo infatti una notevole copertura mediatica: interviste scritte e radiofoniche, reportage televisivi, oltre alle consuete recensioni, spesso lusinghiere. Ad esempio, scrive Ivo Silvestro su LaRegione Ticino, «i quadri di Carroll non lasciano indifferenti. Innanzitutto perché – appunto come installazioni – richiedono di essere esplorati visivamente da più prospettive. Ma soprattutto per la ricchezza visiva delle sue opere, a dispetto di una tavolozza cromatica dominata dal bianco. Opere che è un piacere guardare a lungo, perché non si esauriscono al primo sguardo». O, ancora, Serena Colombo che, su Lombardia Oggi, parla di «una straordinaria sintonia tra il luogo e le opere, che beneficiano della luce naturale che inonda le sale e cambia continuamente». Sul quotidiano Avvenire, Alessandro Beltrami rileva che «il dialogo con le opere di Vela è efficace ma, complice il materiale, sembra di notare quasi più una risonanza con Medardo Rosso e il suo nascondere i corpi nella luce».
La stampa italiana ha dimostrato un’attenzione particolare per la mostra, anche perché da anni Carroll vive e lavora in Italia, dove hanno avuto luogo diverse sue esposizioni monografiche, prima a Villa Panza di Biumo nel 2005 e più recentemente a Bologna.
