L’installazione «Babel» e il dibattito sul plurilinguismo
Fino al 21 aprile, l’installazione «Babel» è al Museo, unica tappa nella Svizzera italiana. Un invito a riflettere su multiculturalismo e plurilinguismo, come ha sottolineato la stampa.

Ancora qualche giorno per vedere l'installazione «Babel» dell'artista friborghese Olivier Suter, ospitatata dal Museo fino al 21 aprile, dopo il debutto a Palazzo federale a Berna nel giugno 2016. Si tratta di una sorta di "totem" che mostra l'enorme varietà linguistica del nostro Paese, presentando lo stesso testo tradotto nelle 25 lingue più parlate in Svizzera, invitando così alla riflessione su temi attualissimi come multiculturalismo e plurilinguismo.
«Tra le sculture veriste e fortemente segnate dall'espressione emozionale dell'artista ticinese Vincenzo Vela (anch'egli, del resto, esponente di un approccio plurale, vista la sua formazione e la sua lunga attività in Italia), spicca quindi questo moderno totem multimediale», ha scritto Fabio Cani su ecoinformazioni. «Tra i volumi semplici, che alludono alle stele o forse agli altari, sta uno schermo su cui si alternano le venticinque traduzioni del testo e altrettanti volti di esponenti delle diverse comunità linguistiche. A disposizione del pubblico, proprio davanti allo schermo, grandi manifesti riportano le diverse versioni del testo e - sul retro - una ulteriore ritraduzione dell'originale in un'unica lingua (italiano, francese o tedesco) per verificare i piccoli "progressivi slittamenti" di intonazione».
«Che l'attenzione al multiculturalismo non sia solo un vezzo artistico lo dimostra l'attività del Museo Vela, con la sua intensa attività di mediazione culturale», ha concluso il giornalista, evidenziando la presenza all'inaugurazione di «Babel» di alcuni giovani richiedenti asilo: «un piccolo segno, certo, ma che indica un'intenzione precisa di restare al passo con le trasformazioni del mondo, di informare la propria attività a un saldo ideale di cultura e arte come elemento di comunicazione e contaminazione».
Dell'installazione hanno parlato anche Chiara Fanetti su Rete Due, le riviste online Artribune e MilanoFree e il supplemento del Corriere della Sera ViviComo.
Museo Vincenzo Vela
Svizzera - 6853 Ligornetto
