«In-visibile» – installazione di Luisa Figini

14 giugno – 30 agosto 2015

© Museo Vincenzo Vela – foto Mauro Zeni
© Museo Vincenzo Vela – foto Mauro Zeni

Con il proprio intervento dedicato a Marcello/Adèle d'Affry, l'artista ticinese Luisa Figini coltiva l'ambivalenza. Parte da due indumenti ─ un camice di lavoro e una mantella elegante ─ che sono strumenti, accessori utili a coprirsi e a muoversi e che sono anche segni di tante cose: ceto, distinzione, femminilità ma anche passione, determinazione e forza d'animo. Li traduce in nuovi capi i quali non solo risultano privati della funzionalità di primo livello (non possono vestire né coprire), ma perdono in un certo senso le proprie caratteristiche oggettuali: il materiale trasparente nel quale sono confezionati li rende quasi evanescenti.
Se dunque il processo operato da Luisa Figini è, anche, traduzione, esso è un modo per analizzare un tema, per fissarne nella percezione alcuni aspetti attraverso un sistema di notazione, come si fa con il disegno e gli appunti. L'artista compie questo processo di riflessione tramite il rifacimento dell'originale in un materiale che astrae, semplifica, scarica del colore, genera ambiguità. Questa ambivalenza produce una moltitudine di significati ai quali noi possiamo attingere per riflettere sulle condizioni dell'arte, della sua storia e della vita. A queste due opere, Luisa Figini aggiunge un dono: un manto di piume con il quale offre a Marcello una rigenerazione quasi onirica, fatta di colore, odore, vita.

Nata a Mendrisio nel 1954, Luisa Figini dal 1981 al 1983 frequenta l'École des beaux-arts di Bourges sotto la guida dell'artista-ceramista Jacqueline Lerat. Prosegue la formazione alla Haute école d'art et design di Ginevra (1998─2002). Qui collabora, fra l'altro, con la scultrice Carmen Perrin e le viene attribuito un mandato di artista invitata (2004─07). Nel 2008─09 consegue un master di secondo livello in Ricerca qualitativa all'Università di Trento-Rovereto.
Dal 1985 espone con regolarità in Svizzera e all'estero: tra le sue personali più recenti si segnalano quelle al Musée jurassien des arts di Moutier (2002), al Kunstraum Riss di Samedan (2004, 2013) e al Museo Cantonale d'Arte di Lugano (2004). L'artista è stata insignita di numerosi premi e riconoscimenti. Sue opere figurano in collezioni pubbliche e private in Svizzera e all'estero. Docente presso l'Alta scuola pedagogica di Locarno dal 2002 al 2014, da tre anni insegna al Centro scolastico per le industrie artistiche (CSIA) di Lugano. Vive e lavora tra il Ticino e Ginevra.
Dall'inizio degli anni '80 la produzione artistica di Luisa Figini si sviluppa attraverso la sperimentazione di materiali, forme e media differenti. La sua ricerca si articola intorno a tre temi portanti: l'oggetto, il corpo e la relazione.

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